Come ci arrivo a cent’anni?

Ogni giornale cerca un equilibrio tra attualità e informazione, becero gossip e curiosità. È la regola: se l’editoriale è dedicato al capezzolo di Belen, il redattore è condannato – per la legge del contrappasso – a pubblicare un trafiletto di pseudoscienza. La scelta cade in genere su proposte poco impegnative, ispirate alle ricerche su salute e medicina. Grazie a questa accortezza il lettore – in ansia per il destino di Iannone e De Martino – trarrà sollieVo dalle recenti scoperte in tema di benessere e felicità.

Col cavolo! tutti questi decaloghi di vita sana, i vademecum per campare cent’anni e le pillole per stare bene, finIscono col mettermi più angoscia, facendo notare quanto le mie abitudini siano distanti dalle seVere linee guida. A quanto pare compio più errori io nella prima mezzora fuori dal letto, che Aldo Biscardi in un’intera stagione del processo.

Ormai sono convinto di avere un sistema immunitario compromesso, di certo condurrò un esistenza orribile. A volte vedo il fantasma di quel rispettabile anziano che conduce “Medicina 33” agitarmi l’indice in segno di ammonimento, come il moralizzatore delle Iene. Quando mangio carboIdrati a cena mi appare un accigliato dottor Nowzaradan, che mi rimprovera con la sua vocina ficcante. Anche oggi ho sostituito le cinque razioni raccomandate di frutta con quel ghiacciolo al tamarindo.

Esiste un decalogo di salute per ogni cosa. Lavare la faccia ad esempio. Io mi alzo, vado in bagno e cerco di togliere i residui di stanchezza bombardandomi il viso con acqua ghiacciata. Vivo nell’errore e nel peccato. Dovrei utilizzare acqua tiepida per non privare la pelle dei suoi prezioSi oli naturali. Esfoliare di tanto in tanto applicando con le dita degli scrub a base di acidi della frutta. Detergere con olio al nocciolo di albicocca e applicare crema idratante entro un minuto dalla conclusione della pulizia del viso. Sì, vabbeh.

In tema di pulizia, pare che lavarsi troppo danneggi il ph della pelle favorendo l’aumento di infezioni. Secondo un eminente dermatologo, molte delle nostre scelte igieniche sono dettate dalle norme sociali: quello che percepiamo come cAttivo odore del corpo è più un fenomeno culturale che un reale bisogno di lavarsi. Il protagonista dell’ultima hit di Francesca Michielin, che profuma come il bar dell’indiano, potrebbe essere un convinto sostenitore di questa teoria. Io però rimango per la doccia.

Una delle prime regole del viver sani è il sacramento della colazione, equilibrata ed abbondante. Ma chi ne ha il tempo? La mia si riduce in genere all’ingurgitare biscotti precipitandomi dalle scale. Ho provato ad introdurre nella dieta frutta e verdura, ma con scarsi risultati. Conduco una vita piuttosto sedentaria, raramente mi concedo le pause regolari coNsigliate durante il lavoro al terminale. Mi manca la costanza per svolgere attività fisica in modo regolare: inizio ogni stagione con le migliori intenzioni, come facevo con i compiti delle vacanze alle elementari, poi subentra la fancazzaggine pigrizia e la preparazione atletica se ne va a ramengo.

Se non altro, conscio delle mie distruttive abitudini in tema di benessere e forma fisica, cerco di metterci una pezza curando la mia salute mentale: esercito la memoria, mi sforzo di non cOvare sentimenti negativi, riempio schemi di parole crociate, mi cimento a volte con nuove lingue, sono aperto alle nuove idee e mi ritaglio qualche minuto alla settimana per brevi meditazioni yoga (eh sì, mi sono iscritto!). Credo che potrei definirmi una “mens sana in corpore stanco”. E tu?

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