Attraverso lo specchio

Ogni persona che incrocia il nostro cammino è diversa da tutte le altre che conosciamo, con il suo bagaglio di esperienze, i suoi modelli comportamentali e il suo modo di comunicare. Questa infinita varietà di sfaCcettature mi ha sempre intrippato affascinato: da piccolo mi divertivo ad osservare le persone cercando di indovinarne i pensieri o prevederne le scelte. Dalle amicizie del cortile alle fugaci frequentAzioni estive, ogni nuova conoscenza era una stimolante occasione di scoperta. Tiravo a indovinare quale sarebbe stata la risposta alla domanda che avessi posto, o che cosa passasse per la testa di chi avevo davanti.

Intorno alla fine degli anni ’90 ho assunto l’impegno di modeRare una chat room riservata agli under 21. Accoglievo i nuovi arrivati fornendo indicazioni di massima sul funzionamento di quell’ambiente virtuale, preoccupandomi di monitorare il traffico alla ricerca di eventuali utenti malintenzionati. Più dei provocatoRi e delle teste calde, l’attenzione era concentrata nell’individuare profili falsi e potenziali adescatori. Quanto quell’esperienza abbia affinato le mie doti investigative non saprei dirlo con certezza, ma una volta imparato a distinguere impercettibili segnali di incongruenza nel rapido flusso di testo, “leggere” le persone mi è parso molto più semplice.

Le regole d’ingaggio del contatto vis-à-vis non lasciano scampo: non c’è una tastiera dietro cui nascondersi, né il tempo per riflettere a lungo su ciò che si sta per dire. Gli scambi sono veloci, e ci si guarda in faccia: ad un dialogo più spOntaneo si accompagna l’enorme valore aggiunto del linguaggio non verbale. Per decifrare ciò che l’interlocutore ci sta trasmettendo – il più delle volte in maniera totalmente inconsapevole – abbiamo a disposizione la parte immersa dell’iceberg: gesti più o meno evidenti, micro espressioni del voLto, movimenti degli occhi. A volte è sufficiente concentrarsi su questi ultimi per comprendere chi ci sta di fronte. Le pupille si dilatano o si contraggono, lo sguardo fugge seguendo i capricci della mente, gli occhi guizzano svelando alcuni processi cognitivi. Dice la verità? Sta ricordando? Che cosa prova in questo momento?

L’appellativo di “specchi dell’anima” è riduttivo. Sono convinto che nelle cripte e nei solchi dell’iride sia incisa la nostra quintessenza. Un’analisi attenta può rivelare di una persona più di quanto si possa immaginare. Prova! Ma se vuoi giocare ad Alice, meglio assicurarti ad una fune per il ritorno: non conosci la profondità che troverai finché non sarai immerso nell’abisso. Sottovalutare il magnetismo e le impLicazioni di un lungo sguardo ricambiato potrebbe rivelarsi un errore. Potenzialmente, il più bello della tua vita.

6 risposte a “Attraverso lo specchio”

  1. Ogni volta che mi immergo nella lettura incantata delle tue narrazioni e come se mi immergessi in un sapore dolce di ricordi e di emozioni. Oggi nel pieno della tecnologia e dei mezzi virtuali, i giovani spesso ,come dici tu ,si nascondono dietro ad una tastiera e non sanno cogliere o trasmettere emozioni ,presi fin troppo da questo mondo multimediale. Gli sguardi, le movenze il modo di interagire lascia , a chi hai di fronte ,un grande vantaggio che bisogna sempre saper cogliere. Noi della vecchia guardia ci ricordiamo e facciamo spesso riferimenti consapevoli che qualcosa si sta perdendo. Una volta non ci si nascondeva dietro alla tastiera ma vis a vis si ffrontavano le difficoltà , i problemi e si riparava agli errore mettendosi a confronto. Oggi la semplicità dell’sms ha sostituito questa incombenza che ci rende sempre più schiavi ….. Buona domenica!

  2. Parole sagge e profonde…
    Credo che a volte uno sguarda valga molto piu’ di mille parole….con gli occhi non si puo’ mentire…
    Certo…e’ piu’ facile nascondersi dietro uno schermo….ti senti piu’ sicuro….padroni di te stesso…piu’ forte…
    Ma nulla puo’ essere paragonato a due sguardi che si incrociano…alle sensazioni, alle emozioni che si tramettono….anche senza dire nulla…come libri aperti….forse piu’ vulnerabili…ma piu’ sinceri…piu’ puri

    1. Occhi negli occhi, si gioca ad armi pari: riconoscendo nell’altro la nostra stessa vulnerabilità, possiamo provare empatia, imbarazzo, attrazione… o ogni altra sfumatura di emozione. Di certo, non possiamo rimanere indifferenti. Grazie Little-Dreamer per il tuo contributo!

  3. Io diffido sempre di chi non mi guarda negli occhi quando mi parla !
    Forse è l’esperienza … non sempre è un timido , spesso è chi non si vuol confrontare con te .
    Ma tu anche senza vedere hai scelto bene ! Bravo e continua a scrivere , quando ho un po’ di tempo ti leggo volentieri !

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